Il ROI delle soluzioni di content management

Questo white paper di Forrester si propone di esaminare l’impatto economico e il ritorno dell’investimento che si ottiene adottando la soluzione di Enteprise Content Management (ECM) di Alfresco. L’analisi ha tenuto conto di 4 principali voci: costi, benefici, flessibilità, rischi

WHITE PAPER

20 Febbraio 2013


fornito da: Forrester
lingua: Inglese

zoomLe organizzazioni investono sempre più nell’Enterprise Content Management (ECM) in risposta all’esplosione delle informazioni non strutturate che circolano in azienda (documenti, scansioni, contenuti web, video, email e via dicendo).

Diverse aziende stanno passando da un approccio tattico nella gestione delle informazioni non strutturate a uno più strategico di livello enteprise. Che parte dalla cattura delle informazioni per passare poi alla memorizzazione, alla ricerca e alla collaborazione documentale, dove l’informazione è vista in base a un proprio ciclo di vita.

Per capire gli impatti economici e il ritorno dell’investimento (ROI) nell’adozione di simili tool, Alfresco ha commissionato a Forrester un’analisi della propria soluzione di ECM.

Quest’analisi, di 26 pagine, è partita dalle interviste ai clienti e ha considerato 4 variabili principali:

  • costi
  • benefici per l’organizzazione
  • flessibilità
  • rischi

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Start-up o nuove imprese?

Il vero problema dell’Italia non è quello di far nascere e crescere start-up che operino nelle tecnologie avanzate. Ma quello – molto più generale – di disinceppare uno dei meccanismi fondamentali dello sviluppo dell’economia del paese: far nascere e crescere nuove imprese, in modo da rimettere in moto il processo di normale ricambio.

di Umberto Bertelè

EDITORIALE

19 Febbraio 2013

Non è un problema da accademia della crusca quello che voglio porre, di critica al ricorso eccessivo alle parole estere. È un problema invece di percezioni, di significati diversi spesso attribuiti – nella testa della gente – a termini che dovrebbero semplicemente essere la traduzione l’uno dell’altro. E conseguentemente di sensibilità e di peso nell’agenda politica.

Il termine start-up, per la maggior parte di coloro (temo non tantissimi) che ritengono di conoscerne il significato, ha tutto il fascino delle parole esotiche. Evoca la California, evoca la Silicon Valley, evoca imprese come Apple, Google, Cisco e Intel, piuttosto che (fra le più recenti) Zynga, LinkedIn e Twitter. Evoca l’interesse a far crescere anche in Italia nuove imprese che si muovano sulla frontiera della tecnologia, mettendo in campo una serie di incentivi pubblici e promuovendo lo sviluppo di strutture – quali business angel e venture capital – in grado di finanziarne le prime fasi del ciclo di vita.

Il limite che io vedo in tutto questo: che la promozione delle start-up venga vissuta come una sorta di optional, come una ciliegina sulla torta, e non come un problema vitale per il nostro paese.

Perché la creazione di nuove imprese è un problema vitale.

Far nascere nuove imprese rappresenta una necessità sempre, se non altro per rimpiazzare – anche se solitamente in settori e attività diversi – quelle che muoiono: perché acquisite e inglobate da altre, perché chiudono i battenti per evitare situazioni peggiori, perché falliscono.

 

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Internet of Things (IoT)

Come è evoluto lo scenario applicativo dell’Internet of Things (IoT) in Italia? Quanto vale il mercato IoT in Italia nel 2012 e quali sono le potenzialità di sviluppo nei prossimi anni?Qual è lo stato dell’arte delle tecnologie abilitanti l’IoT?

Come è possibile fare leva sulle tecnologie IoT per rendere più “Smart” le città? Qual è il valore di una infrastruttura di comunicazione condivisa tra più servizi a livello urbano, sviluppata secondo il paradigma IoT? Quale ruolo giocano le novità sul fronte Smart Metering Gas in questo scenario?

Quale contributo possono fornire le soluzioni IoT nell’aumentare la “sostenibilità” degli edifici? Quali sono i benefici generati?

 

A queste e altre domande si cercherà di dare risposta all’Evento di presentazione della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria.

Nel suo secondo anno di attività, l’Osservatorio Internet of Things si è concentrato principalmente sui seguenti obiettivi:

  • individuare i progetti più interessanti avviati in Italia e all’estero;
  • analizzare l’evoluzione delle soluzioni tecnologiche e dei relativi standard;
  • misurare il livello di diffusione dei progetti di Internet of Things in Italia;
  • stimare il valore del mercato in Italia, con riferimento alle soluzioni basate su tecnologia di comunicazione cellulare;
  • approfondire il valore delle soluzioni Internet of Things nel contesto delle “Smart City” e dei “Sustainable Building”.

La Ricerca presenta approfondimenti verticali su due temi specifici:

  • Smart City: costruire una “Smart Urban Infrastructure” in grado di abilitare diversi servizi per la città del futuro;
  • Sustainable Building: tecnologie e valore per rendere più sostenibili gli edifici (risparmio di risorse, sicurezza, salubrità ambientale).

I risultati della Ricerca saranno discussi con i principali player di questo mercato (Telco, Service & Technology Provider, Utilities, etc.).

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