Come redigere un Piano di Emergenza per eventi e manifestazioni

Per predisporre la componente di safety di un Piano di Emergenza per eventi e manifestazioni l’organizzatore (che può essere chiunque, da un comune ad un’associazione, da un ente ad un’azienda) deve

  • definire dove si svolgerà l’evento e quante persone parteciperanno, attrezzandosi per evitare che questo limite venga superato, questo serve per dimensionare le misure di sicurezza e di safety ed evitare che il sovraffollamento le vanifichi
  • individuare e distinguere i percorsi di entrata ed uscita dal luogo dell’evento ed evidenziarli: questo è necessario sia per tenere sotto controllo il numero di partecipanti che per evitare in caso di emergenza che ci siano vie di fuga ingombre
  • predisporre un adeguato sistema di informazione e comunicazione che esponga reiteratamente cosa fare e dove andare in caso di emergenza
  • allocare un numero di addetti alla sicurezza coerente con la quantità di visitatore ed il livello di rischio specifico della manifestazione.

Fatto tutto questo l’organizzatore si confronterà tendenzialmente con il Comando della Polizia Locale che, a sua volta farà da trait d’union con le Forze dell’Ordine e la prefettura per definire anche la componente di security del piano…

La nostra soluzione è pensata per rendere il tutto semplice e perfettamente aderente alla normativa… Stiamo ancora aspettando che qualcuno ci chiami per dirci che ha impiegato più di 4 ore per fare la prima versione del piano di safety…

Territorio e disastri: nella prevenzione bisogna crederci

Perchè la prevenzione delle emergenze funzioni occorre crederci e farla seriamente. E questo non è scontato. Basta guardare cos’è successo con il recente sisma….
Parla Francesco Maria Ermani, esperto di Piani di prevenzione e alla guida della società Servizi Professionali Innovativi.

L’articolo completo su http://www.ilcambiamento.it/territorio/emergenze_prevenzione.html

Quali sono i compiti del Sindaco in Protezione Civile?

poltrona-sindaco285Nella struttura della protezione civile il Sindaco, come Autorità comunale di protezione civile, è chiamato ad affrontare con immediatezza l’impatto di un qualsiasi evento calamitoso ed a soddisfare le esigenze di primo intervento, imbastendo, così, le premesse per le successive azioni dall’esterno più adeguate e rispondenti. La Legge 24 febbraio 1992, n. 2252, “Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”, amplia le competenze del Comune, estendendole a quelle attività di previsione e prevenzione che, nella sequenza operativa di un evento calamitoso, costituiscono a monte la barriera capace di contenere i fattori di rischio ed i danni causati da un evento sia naturale, sia provocato dall’uomo.

I compiti affidati ai comuni in materia sono stati meglio precisati ed integrati dall’art. 108 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112, “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59”, ed individuati nelle seguenti funzioni:

a) attuazione in ambito comunale delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi;
b) adozione di tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi;
c) predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali di emergenza e cura della loro attuazione;
d) attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza;
e) vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di protezione civile, dei servizi urgenti.

(Fonte: Piano Emergenza Comunale Torino)