La Safety 2.0 negli Eventi e nelle Manifestazioni

Dopo piazza s. Carlo c’è stata una forte presa di posizione delle istituzioni: non si può morire per paura che qualcosa accada.cigno-nero-1024x819

Dopo solo 70 giorni dalla pubblicazione della circolare 555 del Capo della Polizia per i Piani di Emergenza Eventi e Manifestazioni, avvenuta il 7 giugno 2017, abbiamo rilasciato, a disposizione dei comuni, GPEM, impiegandolo per la prima volta a Terracina, per la festa delle Frecce Tricolori,

GPEM realizza il piano di safety coerentemente con le normative in vigore per tutti gli eventi e le manifestazioni.

Oggi GPEM è alla sua seconda release…

Oggi gli organizzatori devono dire alle istituzioni cosa pensano di fare per un evento, quanti visitatori interverranno e, dal canto loro, le istituzioni predisporranno un Piano di Emergenza cui l’organizzatore dovrà attenersi.

Le misure per la Safety sono definite rispondendo a quesiti ben precisi e poste in essere

  • dagli organizzatori relativamente, ad esempio, al numero di volontari, ai presidi medici, alle dotazioni,alla capienza massima ed al conteggio visitatori, agli allestimenti specifici di aree, ai punti informativi etc…
  • dalle istituzioni relativamente, ad esempio, alla viabilità, alle aree da adibire a parcheggio, al posizionamento dei mezzi per l’emergenza, alla definizione degli scenari di rischi e delle relative contromisure etc…

Amatrice non basta

lamantinoNon è bastato scoprire che il PEC di Amatrice prevedeva come luogo di accoglienza l’Hotel Roma.

Non è bastato scoprire che il PEC inviato da Accumoli era quello di Amatrice senza neanche cambiare nome comune o altri dati.

Non è bastato vedere che il PEC di Arquata del Tronto era introvabile.

Ora andando sul sito del comune di Ischia troviamo 3 immagini del 2006 con scritto PEC, ma il PEC è introvabile…

Tutta colpa dell’abusivismo edilizio, come l’inquinamento e la scomparsa del Dugongo.

Salviamo la Rana – Pomezia ECOX 5-5-2017

frog-10-3-reduced6La pentola con la rana l’hanno messa sul fuoco i nostri bis-bis-bis-nonni nel 1750 o giù di lì.

La rana stava bene, un po’ d’acqua tiepida non fa male. Poi la temperatura ha iniziato a salire inesorabilmente, aiutata da tante creatività (guerre, plastica, cemento), tutto in simpatia e scioltezza: la rana comincia ad avere calduccio e s’acquatta…

Poi la folle corsa per raggiungere i 400 ppm di CO2 in atmosfera (da pochi giorni 410 ppm, ma nessuno ne parla), per fortuna, oltre all’Europa, Cina, India e Brasile hanno fatto la loro parte ma gli USA da soli sono stati grandiosi con il loro 25% di inquinamento su scala mondiale. Altrimenti ci sarebbero voluti secoli per farcela.

La rana ora ha veramente caldo, pure volendo fare un salto è stanca, da secoli è nella pentola ed il bordo è così alto, lontano ed irraggiungibile: l’acqua bolle.

Tre giorni fa incendio ECOX a Pomezia: una cosa così banale che si consiglia di tenere chiuse le finestre delle abitazioni in 21 comuni, dare una bella lavata agli ortaggi e null’altro…

Certo, la rana è acquattata sul fondo, tutti sanno che le nano particelle (PM10, PM2,5) non fanno del male alle rane.

E poi le nano particelle le devi trovare e per trovarle dovresti avere centraline credibili ma, soprattutto, rilevazioni costanti, non istantanee e non sulle medie. Altrimenti potresti sbagliarti e trovare valori che consigliano evacuazioni bibliche.

5 maggio 2017 pomeriggio: esco per strada, la nuvola è passata, si è dissolta (!?!).

Non ho visto sindaci, assessori,  vigili dare il buon esempio indossando mascherine, forse perché mediamente le loro città hanno più PM10 e, quindi, sarebbe una passeggiata di salute.

Ho dovuto giocare alla Dottoressa Dolittle con le mie bambine per far indossare loro le mascherine.

Forse è tutto un sogno e vivo nel Truman Show…

La rana è in coma, vede le luci e tanti girini che le vengono incontro…