Nodo al fazzoletto – Tutelaspezia

logo-tutelaspeziaPer imparare dagli Esperti l’1 e ed il 2 ottobre 2016 saremo con un nostro stand a Tutelaspezia – Esposizione e meeting su prevenzione, ripristino e cura del territorio da alluvioni, frane e terremoti per amministratori e cittadini informati.

Domenica 2 ottobre alle 18.00 terremo anche una conferenza sui Piani di Emergenza Comunali ed i Piani di Emergenza Neve.

GPEC Neve, in rilascio a metà ottobre è una soluzione webgis in cloud per il Piano Emergenza Neve, che permette di gestire i percorsi, i mezzi le aree e le organizzazioni.

La Famiglia Prevenzione Facile cresce: GPEC per il Piano di Emergenza,  GPEC Analisi Multirischio, GPEC Plugin per informare la Cittadinanza, GPEC Cruscotto per enti sovracomunali ed ora GPEC Neve per il Piano Emergenza Neve.

Prevenzione Facile: cose semplici per mitigare i rischi

Cassandra è disoccupata e vive in un piccolo comune

casa-allagamentoIl rischio non può più essere esportato: non possiamo mettere le fabbriche di eternit o di vernici sulla luna né le discariche su Marte, per ora costa ancora troppo.

L’assenza di prevenzione è convenuta, le emergenze fanno sempre notizia.

Inquinare ha aumentato il PIL, perché ci sono più malattie e servono più medicine, più code ai caselli e serve più carburante, più dissesto idrogeologico e servono più interventi per la messa in sicurezza. Poco importa se l’aumento del PIL è accompagnato dall’aumento della povertà.

L’assenza di prevenzione ha via via innalzato il livello di rischio.

Il rischio può essere solo previsto e (a volte) mitigato. Il rischio è come un terrorista che decide di fare un attentato: quando si palesa è innarrestabile.

C’è un solo modo per provare a ricucire un rapporto di fiducia fra istituzioni e cittadini: condividere un percorso di prevenzione.

Fare prevenzione seriamente è molto simile a quello che accade fra due innamorati: c’è un momento in cui si raccontano tutto del loro passato, senza nessuna censura, e si accettano.

La democrazia impone questo rapporto di massima ed assoluta trasparenza fra amministratori e cittadini.

Così si inizia a costruire un rapporto sano: sulla totale trasparenza e fiducia reciproca.

E come ogni cosa che ha fondamenta solide ed entra nel quotidiano trasformandosi da proclama ad abitudine, a stile di vita, deve iniziare dalle periferie perché provano sulla loro pelle l’abbandono e l’incuria determinati da anni di scelte miopi.

Società Liquida

societ-liquida1So che nella nostra società il rischio è qualcosa con cui dobbiamo convivere.

So che nella nostra società la cosa più pericolosa è quello che fa l’uomo, che sfida la pazienza della Natura.

So che il rischio derivante dal dissesto idrogeologico è quello più diffuso ed amplificato (dall’uomo), ma è anche quello per cui in termini di prevenzione, a partire dalla conoscenza dei rischi e delle previsioni, si potrebbe fare di più.

Quello che non so (per fortuna) è cosa si prova a confrontarsi con un mare di fango generato dall’esondazione di un fiume.

La sensazione di quello che resta dopo l’ondata, però, possiamo averla tutti, guardando con attenzione vera e profonda consapevolezza le immagini che ci sommergono e lo sguardo di chi non riconosce più i suoi luoghi.

La prevenzione vera, in cui i proclami del dopo emergenza sbiadiscono e sono sostituiti dal lavoro silenzioso di chi ama il proprio territorio e vuole renderlo più sicuro giorno per giorno, è l’unico modo che conosco per cercare di circoscrivere i rischi e mitigarli.

La motivazione a prevenire è la sopravvivenza.