societ-liquida1So che nella nostra società il rischio è qualcosa con cui dobbiamo convivere.

So che nella nostra società la cosa più pericolosa è quello che fa l’uomo, che sfida la pazienza della Natura.

So che il rischio derivante dal dissesto idrogeologico è quello più diffuso ed amplificato (dall’uomo), ma è anche quello per cui in termini di prevenzione, a partire dalla conoscenza dei rischi e delle previsioni, si potrebbe fare di più.

Quello che non so (per fortuna) è cosa si prova a confrontarsi con un mare di fango generato dall’esondazione di un fiume.

La sensazione di quello che resta dopo l’ondata, però, possiamo averla tutti, guardando con attenzione vera e profonda consapevolezza le immagini che ci sommergono e lo sguardo di chi non riconosce più i suoi luoghi.

La prevenzione vera, in cui i proclami del dopo emergenza sbiadiscono e sono sostituiti dal lavoro silenzioso di chi ama il proprio territorio e vuole renderlo più sicuro giorno per giorno, è l’unico modo che conosco per cercare di circoscrivere i rischi e mitigarli.

La motivazione a prevenire è la sopravvivenza.