Attori

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Amministrazioni Comunali

PECCon l’introduzione della Legge 100 del 12 Luglio 2012, la Pianificazione di Emergenza Comunale (PEC), in materia di Protezione Civile, è diventata obbligatoria, modificando in modo significativo la Legge 225/92 che regolava e istituiva la struttura stessa della Protezione Civile.
La Legge 100/2012 assegna, così, nuovi e più precisi compiti alle Amministrazioni Comunali nell’ambito della difesa del territorio. In particolare, entro il 13 Ottobre 2012 ogni Comune avrebbe dovuto approvare, con Deliberazione del Consiglio Comunale, il proprio Piano di Emergenza Comunale, redatto secondo le indicazioni operative emanate dal Dipartimento di Protezione Civile e dalle Regioni. Il Piano, deve essere inoltre verificato e aggiornato periodicamente, nonché adeguatamente pubblicizzato, allo scopo di sensibilizzare la popolazione sui rischi del proprio territorio e per informarla sul comportamento da tenere nel caso in cui si verificasse un’emergenza.
L’assenza di un’adeguata Pianificazione di Emergenza Comunale secondo la vigente disciplina regionale, può comportare la non erogabilità dei finanziamenti delle opere di pronto intervento.

 

Protezione Civile

La “protezione civile” è l’insieme delle attività messe in campo per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni che derivano dalle calamità: previsione e prevenzione dei rischi, soccorso delle popolazioni colpite, contrasto e superamento dell’emergenza e mitigazione del rischi.

La protezione civile non è un compito assegnato a una singola amministrazione, ma è una funzione attribuita a un sistema complesso: il Servizio Nazionale della Protezione Civile. Istituito con la legge n. 225 del 1992, il Servizio Nazionale ha come sue componenti le amministrazioni centrali dello Stato, le Regioni e le Province Autonome, le Province, i Comuni e le Comunità montane.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le Forze Armate, le Forze di Polizia, il Corpo Forestale dello Stato, la Comunità scientifica, la Croce Rossa Italiana, le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, le organizzazioni di volontariato, il Corpo Nazionale di soccorso alpino e speleologico costituiscono le strutture operative.
Il Servizio Nazionale opera a livello centrale, regionale e locale, nel rispetto del principio di sussidiarietà. Il contesto territoriale del nostro Paese, soggetto ad una grande varietà di rischi, rende infatti necessario un sistema di protezione civile che assicuri in ogni area la presenza di risorse umane, mezzi e capacità operative in grado di intervenire rapidamente in caso di emergenza, ma anche di operare per prevenire e, per quanto possibile, prevedere eventuali disastri.
La prima risposta all’emergenza, qualunque sia la natura e l’estensione dell’evento, deve essere garantita a livello locale, a partire dalla struttura comunale, l’istituzione più vicina al cittadino. Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è quindi il Sindaco. Quando però l’evento non può essere fronteggiato con i mezzi a disposizione del comune, si mobilitano i livelli superiori attraverso un’azione integrata e coordinata: la Provincia, la Prefettura, la Regione, fino al coinvolgimento dello Stato in caso di emergenza nazionale.
Questo complesso sistema di competenze trova il suo punto di raccordo nelle funzioni di indirizzo e coordinamento affidate al Presidente del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Dipartimento della Protezione Civile.

Fonte: Sito del Dipartimento della Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri