Infrastrutture Critiche Locali

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Secondo la definizione del Ministero Dell’Interno, per Infrastrutture Critiche (IC) si intendono “le risorse materiali, i servizi, i sistemi di tecnologia dell’informazione, le reti e i beni infrastrutturali che, se danneggiati o distrutti, causerebbero gravi ripercussioni alle funzioni cruciali della società, tra cui la catena di approvvigionamenti, la salute, la sicurezza e il benessere economico o sociale dello Stato e della popolazione”.

Il Libro Verde delle IC adottato da Bruxelles nel 2005 ha permesso di individuare 11 settori in cui suddividere le Infrastrutture Critiche europee; grazie a tale delimitazione di campo, è stato prodotto un elenco delle Infrastrutture Critiche nazionali, aperto e in continuo aggiornamento che censisce tutti gli impianti e le strutture dotati di caratteristiche critiche e strategiche di interesse nazionale.

Di fianco a tali infrastrutture di rilevanza nazionale e internazionale, in ogni centro urbano esistono diverse strutture ugualmente cruciali e sensibili per il bacino d’utenza locale, il cui corretto funzionamento garantisce un determinato tenore nella qualità della vita della comunità circostante e non solo. Ospedali, scuole, stazioni ferroviarie, autostazioni, ecc.,costituiscono dei luoghi il cui malfunzionamento o danneggiamento, per cause antropiche o naturali, potrebbe causare gravi ripercussioni su scala comunale e distrettuale.

Conoscere i rischi che riguardano tali Infrastrutture Critiche Locali (ICL), prevederli e prevenirli dovrebbe essere la base di qualasiasi processo di Risk Management Territoriale. Il buon governo del territorio, infatti, passa necessariamente da una profonda conoscenza delle sue risorse e delle sua complessità.

In attesa di una normativa che delimiti con precisione il campo delle Infrastrutture Critiche Locali, ServiziPI ha compiuto un innovativo lavoro di definizione e catalogazione, predispondendo un database georeferenziato dellle strutture di rilevanza locale, attraverso il quale le Amministrazioni Comunali, i tecnici della Protezione Civile e tutti gli opertatori del Risk Management Territoriale possono:
– disporre di un’anagrafica georeferenziata e facilmente aggiornabile delle ICL,
– elaborare un’analisi del rischio relativa alla ICL e all’area potenziale di rischio limitrofa,
– conservare e visualizzare i “Piani di sicurezza” di ogni infrastruttura.