Stabilire il contesto nel processo di Risk Management Territoriale

intreccioIn ogni processo di Risk Management è necessario stabilire, preliminarmente e con precisione, il contesto in cui si opera. Stabilire il contesto, infatti, è l’azione che porta all’identificazione e alla successiva stima del rischio.

Il termine contesto, dal latino con-texére, conserva nella propria etimologia un prezioso riferimento al tessere insieme, all’intrecciare. Il contesto, quindi, si delinea intrecciando analisi su diversi livelli e di diversi piani. In particolare, si fa riferimento all’individuazione e all’analisi dei seguenti ambiti:

  • Contesto esterno (ambiente socio-culturale, politico,regolatorio, drivers tecnologici che possono impattare sugli obiettivi, relazioni con gli stakeholders, ecc.)
  • Contesto interno (policies, competenze, struttura organizzativa, information flows, relazioni contrattuali ecc.)
  • Contesto per il risk management (obiettivi, responsabilità, relazioni tra i processi, metodologie, metriche per la valutazione, ecc.)
  • Criteri di rischio (individuazione delle tipologie di minacce, impatti-conseguenze, orizzonte temporale, livelli di rischio e livello di rischio accettabile

Stabilire il contesto significa, perciò, sovrapporre e valutare contesti diversi. Va sottolineato, inoltre, il carattere mai definitivo di ogni analisi dei contesti. Il processo di risk management ha una natura circolare ed ogni azione produce delle conseguenze sul quadro nel quale si opera. Stabilire il contesto non è mai un un’azione definitiva e acquisita una volta per tutte. Sottovalutare la mutevolezza dei contesti, per pigrizia o trascuratezza, in questo passaggio altererebbe l’efficacia del processo intero. In conclusione, stabilire il contesto è come scattare una fotografia: registra sempre e soltanto l’hic et nunc.