Robustezza e resilienza nel Risk Management Territoriale

resilienza e naturaIn generale, in un processo di Risk Management Territoriale, le contromisure e le procedure di gestione del rischio possono essere mirate ad ottenere maggiore robustezza e/o resilienza.

Per robustezza si intende la capacità di resistere ad una minaccia senza sostanziale alterazione del bene o servizio offerto; con il termine resilienza, invece, si indica la capacità di recuperare lo status quo precedente all’evento emergenziale, adattandosi alla nuova situazione e trovando eventualmente modalità alternative di comportamento, di operatività e di funzionamento.

La robustezza, in sostanza, mira ad evitare che la minaccia abbia effetti su popolazione e beni, la resilienza ad ottimizzare le operazioni di recupero dopo l’accadimento dell’evento.

Tipicamente si rendono robusti gli asset (proprietà, beni, informazioni, dati, ecc.) e resilienti i servizi offerti (con una priorità nelle operazioni di recupero predefinita sulla base delle specifiche di esercizio). Sono esempi di contromisure tipiche:

  • la costruzione di case antisismiche in luoghi con alto rischio sismico;
  • la duplicazione e la separazione geografica degli asset;
  • i back up dei dati informatici;
  • la ridondanza delle reti di connessione dati;
  • la ridondanza delle reti di trasporto dell’energia;
  • i gruppi di continuità energetica basati, per esempio, su generatori autonomi a carburante.

Tutte le azioni di Risk Management Territoriale debbono prevedere procedure conosciute ed ottimizzate di gestione del rischio che, in caso di realizzazione di una minaccia, consentano di minimizzare attraverso comportamenti corretti, i danni su popolazione e beni.